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Il PCI e le donne “Dalla Costituzione alla Carta delle Donne”. A Livorno il 9 dicembre

di Redazione, #Livorno

In questo tredicesimo evento promosso dall’Associazione Culturale 21 per celebrare i cento anni del Pci, si intende percorrere il cammino delle donne comuniste, dalla Costituzione alla Carta delle Donne, nel loro rapporto con il partito.

Sono Livia Turco e Claudia Mancina, protagoniste di una delle stagioni più innovative delle politiche femminili del Pci, ma potremmo dire del Paese, a raccontarci questa storia di donne fatta di tanta fatica, disagio, umiliazioni, invisibilità, ma anche di tanto coraggio e di tanta forza sfociata nelle battaglie per i diritti fondamentali per cambiare la vita delle donne ed anche del Paese.

Ma questo è anche il racconto di politiche legate alla questione femminile, all’emancipazione, al pensiero della differenza perseguite con l’obiettivo di cambiare il mondo visto dagli occhi delle donne, capaci di scorgere dinamiche e storture che sfuggono allo sguardo degli uomini.

Dopo il dramma del fascismo, la partecipazione delle donne alla Resistenza, il loro protagonismo nell’elaborazione della Carta costituzionale, l’affermarsi di donne forti, come Nilde Iotti, l’avvio della stagione della conquista dei diritti, fu Livia Turco a proporre un cambiamento di segno nelle politiche femminili del PCI. Era la stagione del femminismo che aveva contaminato la cultura di alcune donne del partito e che era divenuto oggetto di riflessione e confronto approfondito. Con la collaborazione di molte, fra cui Claudia Mancina, filosofa, nacque una innovativa elaborazione culturale che sfociò nella Carta delle Donne centrata sul pensiero della differenza e sull’idea di una pratica politica che, partendo da sé e dal rapporto con le donne, consentisse di generare una straordinaria energia capace di cambiare le cose. “Dalla donna la forza delle donne” fu il felice slogan adottato dalle donne comuniste che riconobbero come propri temi nuovi: il corpo, i sentimenti, il potere femminile, una concezione nuova del lavoro e del Welfare mentre sognavano una società a misura di uomini e di donne.

Un pezzo di politica “buona” da far vivere anche oggi, e da usare come “onda d’urto”, capace di invadere la società, la politica, le istituzioni, per superare l’enorme disagio che scuote ancora la vita delle donne, come la pandemia sta evidenziando e come l’insopportabile dramma della violenza sta mostrando sfacciatamente tutti i giorni.

Livia Turco Presidente della Fondazione Nilde Iotti, già responsabile nazionale delle donne comuniste del PCI e del PDS, parlamentare, Ministro per la Solidarietà Sociale nei governi Prodi I, D’Alema, Amato e Ministro della Salute nel governo Prodi II, Presidente della Commissione Nazionale per la parità della Presidenza del Consiglio. Nel 2017 è stata insignita dell’onorificenza Dama di Gran Croce.

Claudia Mancina politica, accademica, filosofa, fa parte della Fondazione Gramsci della cui sezione di Filosofia è stata condirettrice, nonché’ della Scuola di Politica della Fondazione Salvatore. È stata membro della redazione di Critica Marxista, del Comitato Centrale del PCI, parlamentare, Membro del Comitato nazionale per la Bioetica.  Nel 2011 è stata Insignita dell’onorificenza di Commendatrice.

Margherita Pia politica, già insegnante, amministratrice pubblica, impegnata sui versanti della scuola, dei tempi di vita delle donne, dell’urbanistica.

 

(7 dicembre 2021)

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