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Arezzo, Vicenda Clouditalia-Irideos-Aruba e sindacati: disguidi o mancanza di tavoli istituzionali? La risposta di Luciana Ralli

di Redazione, #Arezzo twitter@firenzenewsgaia #Politica

 

Riportiamo la dichiarazione del capogruppo consiliare Pd, Luciano Ralli, in merito alla vicenda Clouditalia:

“L’augurio è che sia stato un semplice cortocircuito nella comunicazione. I sindacati non hanno avuto certezze sul futuro dei lavoratori, un’impresa ha pensato a una soluzione ovviamente a suo vantaggio, un’altra si è sentita impropriamente chiamata in causa.
Il tutto ha “viaggiato” sui media a colpi di comunicati stampa. Tutto normale nell’epoca della iper-comunicazione ma una domanda può essere, legittimamente visto che il tema è il futuro di 78 persone e di altrettante famiglie, non è il caso che la massima istituzione della città, e cioè il Comune, svolga un ruolo stabile di ascolto dei problemi e sia creatore di occasioni d’incontro e chiarimento tra le parti?
Non è solo un risvolto sindacale: si tratta di 78 posti di lavoro. E non si tratta solo di valutazioni imprenditoriali sui costi. Il caso Clouditalia interessa il futuro di Arezzo che non può fare a meno di aziende impegnate in settori strategici e uno di questi è certamente le telecomunicazioni.

Un’amministrazione comunale non può limitarsi a leggere comunicati stampa e, nei casi gravi, a fare ulteriori comunicati di solidarietà e di preoccupazione. Tutti i protagonisti di questa vicenda sono ad Arezzo. Vorrei che fosse accantonata la classica frase: il Comune non ha competenze. Certo non può fare investimenti né creare occupazione ma può favorire il dialogo tra le parti sociali quando da questo dialogo possono scaturire benefici per la comunità locale.
Per questo la prossima amministrazione comunale di centrosinistra organizzerà un tavolo permanente su economia e lavoro e attiverà una struttura che si proporrà non come semplice interlocutore burocratico ma come facilitatore per le imprese, soprattutto per quelle interessate a investire in questo territorio.”

 

 

(5 febbraio 2020)

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