di Paolo M. Minciotti, #Maiconsalvini
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A Collesalvetti, in provincia di Livorno, il capogruppo leghista di Salvini ha presentato un’agghiacciante interpellanza con la quale ha fatto richiesta di “controllo” nei confronti delle coppie LGBTI che si sono unite civilmente.
Lo denuncia Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, che ha reso noto come il capogruppo leghista abbia chiesto al Comune “i dati numerici di questo fenomeno [sic]” le coppie dello stesso sesso unite civilmente lui le chiama fenomeno, “nel nostro territorio nell’attualità e nel suo sviluppo negli anni” insieme alle “risorse finanziarie e le agevolazioni comunali eventualmente destinate a queste unioni” chiedendo infine, perché lui è dio, di “avere contezza circa la stabilità di queste unioni”.
Insomma un preludio di ritorno alle liste di proscrizione tanto care ai nazisti di un tempo, ai fascisti di un secolo fa e a quelli che hanno cambiato nome, ma rimangono ancorati all’insana passione delle schedature così nel caso l’aria cambi verso il nero pece si saprà subito con chi prendersela. Fratoianni ha poi annunciato su Repubblica un’interrogazione al ministro dell’Interno – ad avercelo un ministro dell’Interno.
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La Lega di Salvini non è nuova al manifestare la sua passione per le liste di proscrizione. A Sassuolo, in provincia di Modena, il 3 maggio 2020 un giovane leghista la cui inconsistenza sul piano politico lo rende appunto leghista, aveva lanciato l’idea meravigliosa di un registro informale [sic] nel quale dovevano finire i nomi di tutti coloro che elargivano elemosine ai poveracci, dopo averli multati, a margine di un’ordinanza – poi ritirata dopo che persino L’Avvenire lo aveva preso a sberle – che proibiva di dare l’elemosina ai bisognosi, votata entusiasticamente dal Sindaco leghista e dalla sua giunta di baciapile.
La Lega di Salvini è una destra sempre più illiberale, sempre più intollerante, sempre più pericolosa per le libertà individuali e civili.
(3 febbraio 2021)
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