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Coronavirus, 196 nuovi casi e 13 decessi in Toscana. 4.608 i contagi dall’inizio. Conclusa la missione della delegazione cinese

di Redazione #Coronavirus twitter@firenzenewsgaia #Toscana

 

Sono 196 i nuovi casi positivi al Coronavirus registrati in Toscana a ventiquattro ore dal precedente bollettino, analizzati nei laboratori toscani; e 13 i nuovi decessi. Da sottolineare, oggi, che sia i nuovi casi che i decessi sono in flessione rispetto a ieri. Per i nuovi casi, si registra oggi l’aumento più basso dall’inizio dell’epidemia: +4,4%. Da mettere in relazione con il notevole aumento di tamponi: finora 33,165, di cui 3.066 solo nelle ultime 24 ore.

Ad oggi sono 4.608 i contagiati dall’inizio dell’emergenza. 37 sono finora le guarigioni virali (i cosiddetti “negativizzati”, risultati negativi al test ripetuto per due volte a distanza di 24 ore), 101 le guarigioni cliniche (senza più sintomi ma non ancora negativizzati) e 244 i decessi. I casi attualmente positivi in cura rimangono dunque 4.226 . Spetterà in ogni caso all’Istituto superiore di sanità attribuire le morti al Coronavirus: nella stragrande maggioranza dei casi, si tratta infatti di persone che avevano patologie concomitanti.

Questi i 13 decessi registrati in Toscana nelle ultime 24 ore, che vanno ad aggiungersi ai 231 registrati fino a ieri, per un totale di 244 decessi dall’inizio dell’epidemia. Con l’indicazione di sesso, età, comune di domicilio: M, 73, Capannori; M, 58, Piombino; F, 84, Pontremoli; F, 98, Pontedera; M, 86, Massarosa; M, 85, Pisa; F, 87, Empoli; M, 86, Campi Bisenzio; M, 68, Vaglia; F, 86, Campi Bisenzio; F, 91, Prato; F, 80, Piandisco Castelfranco; F 89, Siena.

Per quanto riguarda i ricoveri, ad oggi sono in totale 1.413, di cui 293 in terapia intensiva.

Questi i numeri che fotografano la situazione toscana a martedì 31marzo, così come sono stati trasmessi dall’assessorato al diritto alla salute al Ministero della salute, e come verranno comunicati dal capo della Protezione civile Angelo Borrelli.

Di 4.608 tamponi fino ad oggi risultati positivi al test, questa è la suddivisione per provincia di segnalazione, che non sempre corrisponde necessariamente a quella di residenza: 1.087 Firenze,  332 Pistoia, 258 Prato (totale Asl centro: 1.677), 729 Lucca, 561 Massa-Carrara, 471 Pisa, 280 Livorno (totale Asl nord ovest: 2.041), 257 Grosseto, 301 Siena, 332 Arezzo (totale sud est: 890).

Dal 1° febbraio ad oggi nei laboratori toscani sono stati effettuati in tutto 33.165 tamponi, su 29.111 persone (in alcuni casi sono stati effettuati più test per lo stesso paziente). Solo nelle ultime 24 ore, sono stati fatti 3.066 tamponi. Questo aumento si deve al fatto che il numero di laboratori impegnati nel processare i tamponi è ancora salito. Attualmente i laboratori sono 13: ai tre laboratori di microbiologia e virologia delle tre aziende ospedaliero universitarie di Careggi, Pisa e Siena, in funzione dall’inizio di febbraio, negli ultimi giorni se ne sono aggiunti infatti altri 10: Ispro (Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica), i laboratori di Arezzo e Grosseto (Asl sud est), Livorno, Lucca e 2 a Massa (Asl nord ovest), Prato (Asl centro), Meyer, più un laboratorio privato.

Dal monitoraggio giornaliero sono invece 14.083 le persone in isolamento domiciliare in tutta la Toscana: 6.887 nella Asl centro, 5.786 nella Asl nord ovest, 1.428 nella Asl sud est.

Si è frattanto conclusa la missione della delegazione cinese dopo cinque giorni di lavoro intenso e di scambio, dal 25 al 30 marzo. Si è conclusa la missione in Toscana della delegazione cinese di 14 tra medici, infermieri ed esperti di sanità della Commissione provinciale per la salute della regione di Fujian. Durante il loro soggiorno hanno partecipato ad attività di formazione attraverso una serie di videoconferenze dedicate al personale sanitario toscano impegnato sulla gestione dell’emergenza Covid-1.

“La Cina ha sviluppato una forte conoscenza di questo virus – ha detto l’assessore Stefania Saccardi – e siamo grati all’ambasciata cinese in Italia e al consolato in Toscana che hanno permesso e favorito la visita della delegazione che ha portato ai nostri operatori la propria esperienza fornendo un supporto preziosissimo. Sono certache grazie alla condivisione degli sforzi della ricerca e della collaborazione tra sistemi sanitari potremo farcela,sconfiggere insieme la malattia e salvaguardare la salute pubblica . Questa battaglia si vince solo attraverso sforzi condivisi”.

I sanitari cinesi hanno portato il bagaglio della loro esperienza maturata sula campo e confermato l’impegno della comunità scientifica cinese, in collaborazione con scienziati di tutto il mondo, di proseguire senza sosta nella ricerca clinica e di laboratorio sul Covid-19. Tra gli obiettivi principali, arrivare quanto prima a dare risposte certe che riguardano la possibilità di conseguenze cliniche a lungo termine per i pazienti più gravi o la durata e l’efficacia della protezione fornita dalla risposta anticorpale al virus.

Contagiosità e politiche di contenimento – I professionisti cinesi si sono concentrati essenzialmente sulla necessità di attuare energiche politiche di prevenzione primaria e contenimento sociale con l’obiettivo di individuare rapidamente i soggetti positivi anche asintomatici data l’alta diffusibilità del virus. Le caratteristiche epidemiologiche del virus dettano i provvedimenti da prendere. L’alta contagiosità della malattia, hanno spiegato – ha indotto a prendere provvedimenti molto drastici per quanto riguarda l’identificazione delle fonti di contagio da Covid-19 e l’immediato isolamento in quarantena del soggetto e dei soggetti con cui ha avuto contatti stretti, insistendo nell’effettuare i tamponi nei casi in cui esisteva un forte sospetto se il primo tampone risultava negativo (14% dei casi). I cinesi hanno considerato “contatti stretti “ con i positivi tutti coloro che son o entrati in contatto con il soggetto positivo per valutare la possibilità che sia avvenuto il contagio (familiari, amici, passeggeri autobus, ecc.). Tutti i positivi, eccettuato i sanitari che vivevano da soli in un appartamento, sono stati ospitati in residenze definite “ospedali a cabina quadrata” per iniziare quanto più precocemente possibile il monitoraggio delle condizioni di salute e la terapia che ha previsto in queste strutture sanitarie anche la somministrazione di erbe della medicina tradizionale cinese. Gli ospedali a cabina quadrata sono strutture abitative singole, fornite di letto, collegamento wifi, pochi effetti personali dove i positivi permangono fino al termine della quarantena sotto controllo di un infermiere.

Una grandissima attenzione è stata dedicata all’osservanza delle misure di sicurezza non solo sociali (distanziamento) ma per gli operatori sanitari (medici, infermieri, tecnici di laboratorio, …) dotati di strumenti di protezione proporzionali a livello di rischio di contagio, misure che hanno portato ad avere poco più di 1700 soggetti infetti e tutti verificatisi nella fase iniziale dell’epidemia. Nelle fasi successive nessun sanitario si è infettato.

Tamponi e programma di prevenzione – Sul piano diagnostico e strumentale (tampone e test sierologici ) è emerso che in Cina e nella loro provincia sono stati effettuati essenzialmente i tamponi orofaringei che nella maggior parte dei casi risultano positivi dal secondo giorno dopo l’infezione. I medici e infermieri cinesi hanno descritto la storia naturale dell’epidemia nella Provincia di Fujian e hanno presentato una relazione riguardante il Nuovo programma di prevenzione e controllo della polmonite da Coronavirus (6a edizione) a cui è seguita una discussione fra i presenti e le persone collegate in videoconferenza dalle diverse Aziende sanitarie della Regione.

Diagnosi e trattamento della polmonite da Coronavisrus – E stata presentata anche una relazione su Diagnosi e trattamento della polmonite da Coronavirus in Cina nella quale sono stati illustrati i principi e le modalità del trattamento delle infezioni da Covid-19 nelle diverse fasi di evoluzione della malattia. Quindi, il medico di medicina tradizionale cinese (MTC) ha illustrato il contributo della MTC al trattamento integrato dell’infezione da Covid-19, realizzato nel 99% dei casi asintomatici o paucisintomatici quindi non ricoverati in terapia intensive. Per questi pazienti il trattamento è stato prescritto anche per telefono e senza una diagnosi personale.

Nel caso di pazienti con polmonite interstiziale bilaterale è stato effettuato un trattamento integrato di medicina occidentale e medicina tradizionale cinese con un approccio multidisciplinare al paziente. Inoltre hanno presentato la loro esperienza sull’uso del Tocilizumab nel trattamento dei casi di Covid-19 e sui DPI. Le possibili complicanze gravi della malattia, in particolare la polmonite virale, presente nel 5% dei casi positivi della provincia del Fujian, ha portato all’immediata ospedalizzazione dei soggetti.

La delegazione era arrivata all’aeroporto milanese di Malpensa, accolta dall’ambasciatore cinese in Italia, Li YunHua, dal console generale cinese a Firenze, Wang Wenghang, e dal presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che insieme ai tecnici di Estar ha preso nell’occasione in consegna il materiale donato alla Regione: 10 apparecchi per la ventilazione invasiva e 20 per la non invasiva, 20 monitor, 20.000 mascherine FFP2, 3000 tute di protezione, 3000 visiere e 300.000 mascherine chirurgiche.

 

(31 marzo 2020)

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